Un’ acqua oligominerale eccellente

La Sorgente Tione, dedicando una sezione al “Cuore dell’Umbria” desidera presentare e raccontare un mondo di insospettata e suggestiva memoria, dove l’acqua è testimone del vissuto di antichi popoli e civiltà, che hanno saputo beneficiare di questo inestimabile patrimonio.
La Sorgente Tione nasce nelle verdi campagne attorno ad Orvieto, città emblematica per l’approvvigionamento idrico nell’antichità: i suoi abitanti idearono brillanti soluzioni per ovviare alle numerose difficoltà incontrate nel dare acqua alla città.
Sull'alto pianoro della Rupe orvietana l'acqua è infatti, totalmente assente, e così nasce la necessità, già per i primi coloni nel IX secolo – gli Etruschi – di scavare pozzi e successivamente cisterne per la conservazione dell'acqua piovana, nonché una estesa rete di cunicoli per il suo convogliamento.

La stratigrafia del complesso orvietano - quello che potremmo più poeticamente definire il cuore - è piuttosto articolata e proprio
questa particolare stratigrafia condiziona la circolazione delle acque sotterranee: sia il tufo che la cosiddetta pozzolana, per una loro porosità naturale e per la nutrita presenza di fratture, risultano assolutamente permeabili, per cui le acque meteoriche che cadono sulla Rupe non trovano ostacoli durante la discesa fino allo strato impermeabile di argilla pliocenica. Qui inizia lo scorrimento sub-orizzontale che dà origine, tutto intorno al grande blocco tufaceo e proprio nel punto di giunzione tra lo strato argilloso e gli strati superiori, a diverse sorgenti. Ciò significa che tutta l'acqua disponibile per l'abitato viene da sempre a trovarsi al di fuori delle pareti verticali della Rupe, da sempre considerate dagli antichi orvietani come protettive mura invalicabili. E' facile immaginare come, al di là, della difficoltà dell'approvvigionamento quotidiano, questa situazione risultasse estremamente pericolosa in caso di assedio: sarebbe stato impossibile uscire dalla città e raggiungere le sorgenti – tra cui la Fonte Tione – ormai cadute in mani nemiche. L'inderogabile necessità dell'approvvigionamento idrico fu dunque la molla che verosimilmente dette il via alle realizzazioni sotterranee orvietane. Si iniziarono così a scavare elaborate cisterne per la conservazione dell'acqua piovana e pozzi profondissimi che, superati gli strati permeabili, raggiungevano le falde freatiche.

A tali ipogei, inerenti prettamente alla ricerca ed alla conservazione dell'acqua, si affiancò anche lo scavo di tutte le altre grotte, pertinenti ad una vasta gamma di esigenze. Anche in questo caso, la particolare natura geologica della Rupe venne in aiuto: l’inconsistenza della pozzolana e la scarsa durezza del tufo, permisero di utilizzare al meglio il sottosuolo, realizzando così quel sorprendente "doppio" della città che è Orvieto Underground: un incredibile labirinto di grotte, pozzi, cisterne e gallerie.

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